Un robot per amico (31 Maggio 2017)

31 MAGGIO 2017, 15:00 – 18:00, FESTA DELLA SCUOLA PRIMARIA DI BORGOSESIA, VIA MARCONI 2, BORGOSESIA (VC) – Google Maps

Di Paola Lunardi e Silvana Mazza

Siamo interessate a metterci in gioco!

Due maestre ignare, senza alcuna conoscenza in merito alla robotica educativa, hanno deciso di fare una formazione così diversa dalle solite, con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, dal titolo: “La robotica educativa: metodologie di progettazione, conduzione e valutazione di esperienze didattiche in contesti scolastici ed extrascolastici”. Una proposta giunta al nostro Istituto grazie a una collega tanto entusiasta delle potenzialità del coding, che ha contribuito in modo decisivo a stendere un bando per la creazione di un atelier creativo, proprio centrato sulla robotica. Pertanto, se avessimo vinto il bando, come avremmo potuto far fronte all’allestimento e all’organizzazione di laboratori di robotica, senza un numero sufficiente di personale formato? Ecco che la motivazione a partecipare alla formazione si è fatta ancora più forte. Siamo state lungimiranti, poiché poco tempo fa è arrivata la conferma che l’Istituto quel bando lo ha vinto. Quindi le due maestre sono pronte per far fronte alle richieste di questa nuova generazione: sviluppare il pensiero computazionale!

Proprio per stare al passo con i tempi e saper osservare con senso critico i robot, che i bambini spesso maneggiano e a volte portano a scuola, ci siamo sentite in dovere di aprirci al loro mondo, sfruttando le capacità a programmare, che in parte alcuni di loro possiedono, per tradurle in capacità a “programmare per apprendere”. Per capire cosa significhi davvero questa espressione, abbiamo svolto il corso tornando un po’ bambine e abbiamo percorso in breve le stesse tappe di ricerca-azione che abbiamo poi proposto ai nostri alunni. E’ stato davvero interessante e molto divertente!

A volte ci siamo sentite anche fuori posto, come se la distanza ci impedisse di raggiungere facilmente l’oggetto dell’apprendere; ci mancava in assoluto la conoscenza della programmazione, che altri compagni di studio avevano già acquisito in precedenza. In questi casi abbiamo provato cosa significa chiedere ai bambini di imparare una cosa che noi sappiamo spiegare anche molto bene, ma che la strumentazione a cui loro possono riferirsi non è sufficiente.

I passi che abbiamo fatto, li abbiamo successivamente proposti ai nostri alunni, di due diverse classi: una quarta e una quinta primarie. La nostra progettazione è stata centrata sul “gioco della scoperta”, che dà all’osservazione un ruolo fondamentale e alla formulazione di ipotesi il compito di trovare soluzioni possibili che spieghino in modo logico ciò che succede: come si muove il robot e perché.

Per diventare programmatori però è necessario prevedere ciò che il robot eseguirà in seguito alle istruzioni ricevute, così alcuni bambini sono diventati dei robot, da qui il titolo della nostra proposta labratoriale “Un robot per amico”, e hanno eseguito i comandi dati dai compagni, i quali “li programmavano” così come pensavano che noi maestre avessimo programmato il Lego Mindstorms.

Affiancando l’Amico-robot al Lego-robot era immediato per “i programmatori” verificare se le indicazioni date al compagno fossero corrette e apportare le eventuali modifiche. Un’esperienza sul campo che ha fatto riflettere i bambini sulla necessità di tener conto di ogni dettaglio: quanto è lungo un passo del robot, di quanto deve ruotare e da che parte, quale sensore viene privilegiato e perché, a quale distanza si ferma quando incontra un ostacolo, per quale motivo a volte ripete con “insistenza” le stesse azioni o per quale motivo a volte ripete le azioni per un certo numero di volte e poi basta.

L’introduzione dello pseudocodice ha chiarito il passaggio dal verbale a un linguaggio più tecnico, che risponde alla “lingua del robot”. Con l’utilizzo infine del programma MINDSTORMS, i bambini hanno con immediatezza trasferito le conoscenze fin lì apprese e le hanno “agganciate” alle icone, proprio come se quei simboli li avessero fatti propri. Da quel momento è stato possibile per loro programmare il robot e divertirsi a usare solo i meccanismi per il movimento o introdurre uno o più sensori, così da “giocare con il loro amico”.

L’idea che proponiamo il 31 maggio presso le Scuole del Centro di Borgosesia è quella di esporre il percorso di scoperta fatto dai nostri alunni, attraverso alcuni pannelli espositivi e il coinvolgimento diretto dei visitatori. I bambini di quarta proporranno dei percorsi, programmati a gruppi secondo un preciso itinerario, utilizzando esclusivamente i meccanismi di movimento. Inviteranno il pubblico a capire come è possibile per un robot procedere esattamente nella direzione stabilita e raggiungere un punto preciso di arrivo. I ragazzi di quinta utilizzeranno uno/due sensori, definiranno quindi un campo di azione dentro cui il robot si muoverà e il visitatore dovrà comprendere il motivo per cui il robot “reagisce” così e la modalità che mette in atto per “rispondere” a questi stimoli. Questa volta saranno i bambini che proporranno il gioco della scoperta e dovranno saperlo promuovere a fasce di età diverse: Scuola dell’Infanzia, Scuola Primaria, Scuola Secondaria di Primo Grado, ai genitori, alle persone interessate che vorranno divertirsi e ai docenti che avranno un’anticipazione sui laboratori che potremo realizzare nel nostro atelier.

Vi aspettiamo MERCOLEDI’ 31 MAGGIO, dalle 15 alle 18, presso le SCUOLE DEL CENTRO DI BORGOSESIA.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *